Bourne is back…

Allora, tanto per cominciare sono una che si affeziona. Anche al cinema.

Perciò se mi piace un personaggio…i sequel mi vanno benissimo. E se ad Hollywood in questo momento gli studios non ce la fanno proprio a inventarsi qualcosa di nuovo.. se il sequel sul quale puntano ha la faccia di Matt Damon e- soprattutto- la regia di Paul Greengrass, a me va bene cosi. Dal 1 settembre quindi arriva in Italia il quarto dei film con l’agente Jason Bourne, uomo riprogrammato ad arte come macchina per uccidere dai servizi segreti cattivi (al cinema gli unici buoni sono quelli britannici, fateci caso. Nella realtà neanche quelli). E stavolta la sua memoria un po’ farlocca, gli restituisce stralci di un Matt Damon giovanissimo alle prese con papà, poco prima che esplodesse con una bomba..Quindi il passato da spolverare intreccia lavoro e famiglia…

Vietato andare oltre con la trama, perchè odio quelli che me la raccontano tutta prima di andare al cinema (mi piace sedermi in sala sapendo il minimo indispensabile, meglio niente, sul film). Detto questo però, due cosette si possono aggiungere:

Vincent Cassel come al solito fa il cattivo ed è piuttosto divertente, anche se notevolmente imbruttito (ma si sa, ad Hollywood come in casa Lombroso, i cattivi non possono essere troppo belli)

Il montaggio è incredibile. Supera anche i precedenti  film di Greengrass, che stavolta ci regala per esempio un combattimento tra i protagonisti, a mani nude, in cui le immagini sono talmente girate e montate in velocità che sembra di essere tra i due, spettatori tramortiti da raffica di pugni e inquadrature

Matt Damon è il solito perfetto Mr Ripley, capace di essere chiunque sul grande schermo. E il fatto che sia anche uno degli uomini più simpatici e rilassati da intervistare…non fa che migliorare il giudizio (almeno il mio)matt-damon-as-jason-bourne

Ma…ci sono anche un paio di “ma”…l’action ogni tanto prende la mano al regista, che forse poteva tagliuzzare un po’ inseguimenti che mi sono parsi eterni (sarà l’età..la mia intendo). E poi- e mi rivolgo a tutti voi- ma una bella petizione on line contro l’abbinamento tailleurino da donna in carriera+ pinza\mollettone per i capelli la vogliamo fare??

Diciamolo, neanche la meravigliosa Alicia Vikander se lo può permettere…e se non fosse che per il resto è perfetta….

Ma che bel Castello….

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Mi ritrovo da qualche giorno a guidare (letteralmente) persone che non conosco e che si affidano a me per scoprire uno dei luoghi più fantastici di Roma, Castel Sant’Angelo. Il percorso che facciamo insieme è legato al cinema, alle volte che questo monumento ha ispirato o ospitato storie e set. Ma per me è stata l’occasione anche di perdermi un po tra cortili e ronde. E’ uno di quei posti che da romani diamo per scontato, io addirittura sono cresciuta quando era ancora quasi uno spartitraffico e le auto (come al Colosseo) gli giravano intorno. Eppure scalandone i gradini (e sono centinaia), imparando a conoscerne le diverse mura, quello romano che conserva l’animula blandula di Adriano e quelle medievali, cercando di non perdermi in tanti sopralluoghi (sarebbe imbarazzante confessare alla fila di persone che hai dietro che non sai come uscire dalle prigioni, no?), ho capito forse perchè lo sento così vicino e famigliare. Castel Sant’angelo ha imparato a modificarsi dolcemente, a diventare tomba, fortezza, residenza e prigione, secondo quanto la Storia gli richiedeva. E a me sembra l’emblema, lo spirito stesso di questa città, che dicono Eterna, ma che non è certo immobile. Altro che Colosseo (a differenza del quale tra l’altro non è mai stato solo una cava di marmi per costruire altro…). E poi confesso che arrivare in cima in cima, sotto le ali dell’Arcangelo Michele, sarà anche una faticata…ma mi fa pensare agli angeli di Wenders. Forse il nostro Cielo sopra Roma è proprio qui. Sicuramente da qui sembra più vicino. Sembro Julia Roberts in Mangia prega Ama? Spero proprio di no…preferisco  dimenticarmi i set posticci del cinema americano e pensare che Accattone sceglie il ponte là sotto per buttarsi gridando “vojo morì co tutto l’oro addosso!”.

45 accattone

Ieri sera, nel gruppo che portavo in giro per il Castello, c’era un ragazzo spagnolo. Vedendolo perso nelle spiegazioni in italiano gli ho chiesto se la preferisse in inglese. E lui: “No! Sono uno studente Erasmus e del cinema italiano non so niente, ma voglio sentire il suono dell’italiano e ho pensato che avrei visto il luogo di Angeli e Demoni (sic!)”.

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Prima riflessione: gli studenti Erasmus li abbiamo anche “in entrata”, non solo “in uscita”. Seconda riflessione: Roma parla senza bisogno di parole. Chiosa: E’ rimasto con noi anche dopo la “tappa Angeli e Demoni” e sul terrazzo della Tosca ha sentito, forse per la prima volta nella sua vita, i titoli Accattone e Poveri ma Belli. Spero che uscito dal Castello li abbia cercati su Google. Avrebbe dato un senso a quella (mia e sua) serata estiva passata a scalar scale, sotto il cielo di Roma…

La grande bellezza di rivedere un gran film

20160622_194153Fuori il deserto di Roma durante una partita dell’Italia, dentro il buio di una sala, peraltro ritrovata, come il Caravaggio. Ai Parioli, la Roma per me più sconosciuta. Sono arrivata fin qui per rivedere La Grande Bellezza, versione integrale. Il film non lo vedo dalla sua uscita, nel delirio di Cannes, ma spero di replicare l’effetto che mi fece allora..Con mezz’ora di più direte voi? E avete ragione, il dubbio è d’obbligo. Ma io ho voglia di vedere quella scena di cui si favoleggiò all’uscita, quel Giulio Brogi scomparso, quelle scene in più di Ferilli e Verdone, alle quali i due attori- quasi timidamente- avevano accennato in quel delirio mediatico che è la Croisette. E poi c’è la partita, alla quale sostituisco volentieri una sala cinematografica…insomma si va..

E per i prossimi 170 minuti o giù di lì, non ci sono per nessuno. L’inizio è ancora quello travolgente che ricordo, tra giapponesi al Gianicolo e quel lungotevere struggente. Sarà che siamo freschi freschi di nuovo sindaco e di una campagna elettorale che ha mostrato solo il peggio, di Roma e dei romani…

E poi c’è più spazio per Ramona, il mio personaggio preferito, con l’entrata in scena di Sabrinona Ferilli che per me è ancora Roma, con le curve, l’indolenza, la saggezza, quella cadenza che è anche la mia se non mi controllo (almeno davanti ad un microfono)…E il suo sguardo nella scena ritrovata con Fiammetta Baralla…Più o meno come quello di Carlo Verdone sulla scalinata dell’Ara Coeli, che davanti all’umiliazione si guarda intorno (chissà, forse a chiedere soccorso proprio ai colli della città che amiamo)

Mi riconcilio anche con la Santa, che era la parte del film che non mi convinceva. Stavolta mi fa ridere, funziona, e la scena inedita della caccia alle puzzole del cardinale Herlitzka sarebbe stata perfetta anche in un film di Fellini…(sarà un caso che sulla presenza della Chiesa a Roma, le immagini più dissacranti e divertenti ce le danno due non romani?)

E Giulio Brogi? Si, c’è, è il “maestro” che Jep deve intervistare. “Il cinema è la possibilità di sopravvivenza, davanti alla delusione della realtà”. Ecco, dice una frase cosi…E io preferisco non essermela persa.

Esco nella strada ancora più deserta, vista l’ora. L’umanità cialtrona, indolente, decaduta e perdente di questo film non mi ha fatto ancora venire voglia di scappare, come fa Verdone, verso Nepi. Anzi, vorrei la borsa delle chiavi di Giorgio Pasotti…Con me La Grande Bellezza ha vinto, anzi, rivinto. E se passa un autobus, si riesce anche ad andare a casa…..

 

 

 

 

Why?

Già, perchè…Perchè aprire un blog?

Forse perchè malgrado molte cose abbiano cercato di dissadermi negli ultimi anni, la voglia di comunicare è ciò che mi ha spinto a fare questo lavoro . Giornalismo- diventato soprattutto in Italia sinonimo di caste e clientele- che per me continua a significare la curiosità appassionata di vedere le cose e volerle condividere…

Il cinema, ma anche il mondo, i viaggi, la vita…quello che cercherò di fare anche qui, quando potrò…quando vorrò…e quando qualcuno avrà voglia di leggere…