Ma che bel Castello….

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Mi ritrovo da qualche giorno a guidare (letteralmente) persone che non conosco e che si affidano a me per scoprire uno dei luoghi più fantastici di Roma, Castel Sant’Angelo. Il percorso che facciamo insieme è legato al cinema, alle volte che questo monumento ha ispirato o ospitato storie e set. Ma per me è stata l’occasione anche di perdermi un po tra cortili e ronde. E’ uno di quei posti che da romani diamo per scontato, io addirittura sono cresciuta quando era ancora quasi uno spartitraffico e le auto (come al Colosseo) gli giravano intorno. Eppure scalandone i gradini (e sono centinaia), imparando a conoscerne le diverse mura, quello romano che conserva l’animula blandula di Adriano e quelle medievali, cercando di non perdermi in tanti sopralluoghi (sarebbe imbarazzante confessare alla fila di persone che hai dietro che non sai come uscire dalle prigioni, no?), ho capito forse perchè lo sento così vicino e famigliare. Castel Sant’angelo ha imparato a modificarsi dolcemente, a diventare tomba, fortezza, residenza e prigione, secondo quanto la Storia gli richiedeva. E a me sembra l’emblema, lo spirito stesso di questa città, che dicono Eterna, ma che non è certo immobile. Altro che Colosseo (a differenza del quale tra l’altro non è mai stato solo una cava di marmi per costruire altro…). E poi confesso che arrivare in cima in cima, sotto le ali dell’Arcangelo Michele, sarà anche una faticata…ma mi fa pensare agli angeli di Wenders. Forse il nostro Cielo sopra Roma è proprio qui. Sicuramente da qui sembra più vicino. Sembro Julia Roberts in Mangia prega Ama? Spero proprio di no…preferisco  dimenticarmi i set posticci del cinema americano e pensare che Accattone sceglie il ponte là sotto per buttarsi gridando “vojo morì co tutto l’oro addosso!”.

45 accattone

Ieri sera, nel gruppo che portavo in giro per il Castello, c’era un ragazzo spagnolo. Vedendolo perso nelle spiegazioni in italiano gli ho chiesto se la preferisse in inglese. E lui: “No! Sono uno studente Erasmus e del cinema italiano non so niente, ma voglio sentire il suono dell’italiano e ho pensato che avrei visto il luogo di Angeli e Demoni (sic!)”.

48 poveri ma belli

Prima riflessione: gli studenti Erasmus li abbiamo anche “in entrata”, non solo “in uscita”. Seconda riflessione: Roma parla senza bisogno di parole. Chiosa: E’ rimasto con noi anche dopo la “tappa Angeli e Demoni” e sul terrazzo della Tosca ha sentito, forse per la prima volta nella sua vita, i titoli Accattone e Poveri ma Belli. Spero che uscito dal Castello li abbia cercati su Google. Avrebbe dato un senso a quella (mia e sua) serata estiva passata a scalar scale, sotto il cielo di Roma…

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