La grande bellezza di rivedere un gran film

20160622_194153Fuori il deserto di Roma durante una partita dell’Italia, dentro il buio di una sala, peraltro ritrovata, come il Caravaggio. Ai Parioli, la Roma per me più sconosciuta. Sono arrivata fin qui per rivedere La Grande Bellezza, versione integrale. Il film non lo vedo dalla sua uscita, nel delirio di Cannes, ma spero di replicare l’effetto che mi fece allora..Con mezz’ora di più direte voi? E avete ragione, il dubbio è d’obbligo. Ma io ho voglia di vedere quella scena di cui si favoleggiò all’uscita, quel Giulio Brogi scomparso, quelle scene in più di Ferilli e Verdone, alle quali i due attori- quasi timidamente- avevano accennato in quel delirio mediatico che è la Croisette. E poi c’è la partita, alla quale sostituisco volentieri una sala cinematografica…insomma si va..

E per i prossimi 170 minuti o giù di lì, non ci sono per nessuno. L’inizio è ancora quello travolgente che ricordo, tra giapponesi al Gianicolo e quel lungotevere struggente. Sarà che siamo freschi freschi di nuovo sindaco e di una campagna elettorale che ha mostrato solo il peggio, di Roma e dei romani…

E poi c’è più spazio per Ramona, il mio personaggio preferito, con l’entrata in scena di Sabrinona Ferilli che per me è ancora Roma, con le curve, l’indolenza, la saggezza, quella cadenza che è anche la mia se non mi controllo (almeno davanti ad un microfono)…E il suo sguardo nella scena ritrovata con Fiammetta Baralla…Più o meno come quello di Carlo Verdone sulla scalinata dell’Ara Coeli, che davanti all’umiliazione si guarda intorno (chissà, forse a chiedere soccorso proprio ai colli della città che amiamo)

Mi riconcilio anche con la Santa, che era la parte del film che non mi convinceva. Stavolta mi fa ridere, funziona, e la scena inedita della caccia alle puzzole del cardinale Herlitzka sarebbe stata perfetta anche in un film di Fellini…(sarà un caso che sulla presenza della Chiesa a Roma, le immagini più dissacranti e divertenti ce le danno due non romani?)

E Giulio Brogi? Si, c’è, è il “maestro” che Jep deve intervistare. “Il cinema è la possibilità di sopravvivenza, davanti alla delusione della realtà”. Ecco, dice una frase cosi…E io preferisco non essermela persa.

Esco nella strada ancora più deserta, vista l’ora. L’umanità cialtrona, indolente, decaduta e perdente di questo film non mi ha fatto ancora venire voglia di scappare, come fa Verdone, verso Nepi. Anzi, vorrei la borsa delle chiavi di Giorgio Pasotti…Con me La Grande Bellezza ha vinto, anzi, rivinto. E se passa un autobus, si riesce anche ad andare a casa…..

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...